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domenica 7 agosto 2011

Chi ben comincia

RIP è in ferie, ed io quindi posso tornare ad aggiornare il blog. Gli ultimi due mesi sono stati veramente carichi di impegni per me … la radio in primis, ma anche gli avvenimenti legati al mondo della Canegrate Ca220, e per finire la nascente Br-Others (fico linkare una webpage per ora vuota, ma è un progetto in cui ci stiamo imbarcando io e ed il buon Acir).

Pensavo di mettere in ferie anche il blog, ma poi ci ho ripensato, potrebbe essere invece il momento adatto per finire quei mille post cominciati e mai purtroppo finiti. Quindi RIP è in ferie, fino a fine Agosto (da settembre poi mille e mille novità), la Prospettiva del Verme invece potrebbe essere carica di nuovi sviluppi invece.

Intanto in pieno clima estivo torno a parlare di calcio, dopo la terribile cessione del mio mito calcistico, il Milan cerca di riguadagnare la mia fiducia portando a casa il primo trofeo della nuova stagione, la Supercoppa Italiana (giocata per esigenze di sponsor e soldi a Pechino con conseguente slittamento alle 14.00 di un soleggiato sabato pomeriggio lombardo).

milaninter07Trofeo importante più che altro perché è giocato contro l’Inter e quindi si carica come al solito di significati ulteriori (si sa, da noi in Italia contano solo Champions e Campionato, e solo se li hai vinti tu …), però è una di quelle partite belle da vedere. L'Inter la fa da padrona per tutto il primo tempo, però nel modo che non ti terrorizza, infatti è padrona assoluta del campo, anticipi, raddoppi, aperture veramente belle, azioni coinvolgenti … peccato che non entrano mai in area, e quindi tu ti lamenti, imprechi contro il gioco latitante del Milan, ma in realtà non hai mai veramente paura … fino a che un Rino particolarmente indietro di condizione tira giù un Obi formato spettacolo al limite dell’area di Abbiati. Sneijder, che se era già partito mi faceva un favore, la butta dentro. Ahia!

Supercoppa Italiana - Sneijder (0-1)

Gasperini si ricorda però che mica può far giocare l’Inter bene per 90 minuti torna alla difesa a quattro e non c’è più storia (almeno a detta mia), il centrocampo dell'Inter non è più iper-pressante e il Milan può cominciare a fare qualche scambio in più … Seedorf – Ibra … pareggio.

Supercoppa Italiana - Ibraimovich (1-1)

milaninter09Allegri vuole vincere e effettua una sostituzione per l'Inter … fuori Robinho … dentro Pato … che nemmeno entra e prende un palo su cui Boateng insacca.

2-1 trofeo a noi … 7 supercoppe italiane in bacheca (nessuno ha mai vinto tanto titolano i giornali, e la cosa bella è che eravamo a 6 sia noi che i cugini)

Supercoppa - Boateng (2-1)

Le cose belle …

  • i falli, se ti pesti così tanto per l’evidente pesantezza delle gambe è perché la partita era vera, e questo fa piacere.
  • Il duello Thiago – Eto (valeva la partita).

Le cose brutte …

  • milaninter10Thiago Motta … io quello proprio non lo sopporto … e poi non puoi cadere ogni volta che Seedorf e Robinho ti passano vicino … cazzo, non sei credibile. Infatti per serbare la sua dignità Allegri alla fine lo fa marcare da Ambrosini che almeno è uno che si impegna a farti male se può. Anche se dopo il fallo su Thiago io avrei messo dentro il killer di Marsiglia.
  • I passaggi sbagliati … minchia va bene la calura Pechinese, ma Nesta, Van Bommel e Robinho ne hanno messa una giusta a testa in tutta la partita. Meno male che Sneijder nel secondo tempo si è unito alla combriccola della palla-di-merda. 

Le cose incredibili …

  • Le punizioni nel secondo tempo … Sneijder e Pato sono pregati di ritirare il premio SuperTele
  • I capelli di Ibra … no ma dico …
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giovedì 19 maggio 2011

Mamma mia che male che mi hai fatto Milan!

Era il 2006 ed il Milan mi ha ferito la prima volta con la cessione di Andriy Mykolayovych Shevchenko, l’attaccante del mio Milan che più ho amato con George Weah.

Ai tempi pensavo di non superare, dal punto di vista dell’amore per la squadra, quella ferita … ma poi passa e l’amore per il Milan resta, ma quel pezzettino di cuore si perde e non può tornare, questo è il problema delle cessioni degli eroi personali …

Oggi è il 2011 e la mia squadra intacca ancora il mio cuore, il Milan svincola Andrea, il mio eroe, il musagete del calcio che piace a me.

pirlo1

Il mio amore per Pirlo nasce alle superiori quando era appena nata la passione italiana per il Fanta-calcio (ebbene sì ho la mia età, non ho vissuto l’invenzione del fuoco, ma quella della ruota sì), io e Mollica leggevamo addirittura il Guerin Sportivo (l’equivalente del Cioè per maschi) alla ricerca dei giocatori da comprare per l’anno successivo. E lì comparve da quel di Brescia il profeta delle geometrie del calcio.

Ho amato Pirlo da lì ad oggi, anche quando si è fatto biondo e anche quando ha vestito i nefasti colori. Lo amerò anche coi colori sbiaditi di Torino, e sarò felice per le sue vittorie.

pirlo2

Ma so che oggi un altro pezzettino di amore per il Milan se ne va, ne ho ancora tanto è vero, ma come ha scritto Tieffe sul Coccodrillo Bianco in questo post, lo stile del Milan sta cambiando … e io ho paura.

Il post lo chiudo qui, con un sacco di dolore sportivo addosso, ma anche un sacco di meravigliosi ricordi pescati col calibro del piede di Pirlo, “ Ciao Andrea, stammi bene, ma stai attento, perché quelli là non apprezzano neppure le loro bandiere ”.

 

Al Milan dico : “ S T A I   M O L T O   A T T E N T O

seedorf_dieci

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lunedì 15 marzo 2010

Pochi come lui!

 

Tu giochi da quando loro ancora non sapevano nemmeno le regole del calcio (che forse ancora non conoscono).

Non solo giochi, vinci, e lo fai in ogni squadra in cui giochi (tutte tranne una, e già dimostravi attaccamento ai miei colori), non solo inoltre vinci, ma lo fai da protagonista.

Durante la tua carriera giochi nelle squadre più importanti del mondo, e alla fine arrivi anche dove più conta per me (anche se ti compro al fantacalcio dai tempi del tuo arrivo alla Samp), e vesti la maglia rossonera.

Finché si vince, tutti ti idolatrano, e idolatrano il tuo silenzioso modo di giocare, senza eccessivi fronzoli, senza chilometrici lanci precisi al micron, senza accelerazioni ipersoniche e senza eclettiche espressioni di tecnica pura. Un modo di giocare asciutto, geometrico, perfetto per qualsiasi centrocampo che voglia fare gioco.

Poi la società non rinnova, non compra più nessuno e la squadra comincia a non fare più risultati troppo convincenti, il gioco stenta e i risultati emergono solo grazie a colpi di prestigio dati dai singoli a indicare ancora una volta la mancanza di gioco. E tutti se la prendono col geometra, con l’architetto del calcio, è un peso, è inutile, rallenta il gioco, è in panchina in ciabatte … e giù coi fischi.

E lui in tutta risposta, quando serve, quando serve veramente, si fa trovare pronto, e tiene a galla una galera in procinto di affondare in Champions con un colpo di tacco che ha tenuto in apprensione gli inglesi per un mese, e quando ormai nessuno più ci crede strozza ancora una volta i nostri urli al 91’ contro il Chievo con un goal che esprime tutto lui stesso, potenza e precisione chirurgica. E siamo a –1 in un anno in cui non ci si poteva aspettare null’altro che un quarto posto risicato.

Non è tutto merito tuo lo so, ma ci sei sempre con l’umiltà di chi dopo 4 Champions vinte da protagonista e 524 partite giocate ancora entra e si impegna come uno che deve dimostrare qualcosa.

Pochi come lui.

clarenceB

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