. Stai ascoltando radio illusioni parallele
Ascolta R.I.P. su www.riplive.it
Visualizzazione post con etichetta texas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta texas. Mostra tutti i post

martedì 27 luglio 2010

In fondo alla palude

Ho preso il libro (come al solito in biblioteca, servizio pubblico da riscoprire) per la copertina, ogni tanto lo faccio, per scoprire nuovi autori o nuovi generi, non leggo nemmeno la trama, mi butto a pesce come si suol dire.

Il titolo originale del romanzo è The bottoms, inizialmente edito col titolo Sotto gli occhi dell'alligatore (???) narra le vicende di Harry e Tom (Tomasina) due fratelli che trovano una notte il corpo di una donna oscenamente violato.

Siamo nel Texas degli anni trenta e Lansdale ci descrive, in maniera molto coinvolgente peraltro, quegli anni, differenze razziali ancora marcatissime, KKK, pregiudizi e indagini non ancora agevolate dalla presenza della scientifica.

I ragazzi seguono con apprensione l’evolversi della vicenda, il modo in cui la città reagisce alle idee antirazziste di Jacob, lo sceriffo (nonché padre dei due ragazzi), nel corso delle indagini. Conducono inoltre una sorte di indagine personale verso l’uomo-capra, fantomatico mostro che ha fatto della palude e dei boschi la sua dimora … sarà lui l’assassino? I ragazzi sono convinti di sì.

Che dire, il romanzo è piacevole (tre giorni sono stati sufficienti a leggere le 280 pagine dell’edizione Fanucci), non mi ero tra le altre cose accorto della somiglianza col capolavoro di Harper Lee, “Il buio oltre la siepe”, leggendo però qualche commento qua e là per confrontare le mie considerazioni mi sono reso conto di quanti fossero invece i richiami a quel libro (e film) che ha segnato anche la mia infanzia.

Io in spiaggia me lo porterei, nella libreria dei libri da consigliare però lascio quello di Harper Lee.

Un consiglio personale che vi posso dare però è … non interessatevi mai alla sceneggiatura e all’arte di scrivere, sono anni ormai che non riesco ad essere colto di sorpresa da un finale, e non perché io sia un genio (cosa peraltro inconfutabile), ma perché lo studio dell’arte di sceneggiare ti permette di identificare chiarissimamente quelle bricioline di informazioni che gli autori lasciano in giro durante il film-romanzo-racconto-fumetto per guidarti verso il finale a sorpresa.

Questo film è già tuo se va sul grande schermo vero Guillermo?

Condividi

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...