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lunedì 15 marzo 2010

Pochi come lui!

 

Tu giochi da quando loro ancora non sapevano nemmeno le regole del calcio (che forse ancora non conoscono).

Non solo giochi, vinci, e lo fai in ogni squadra in cui giochi (tutte tranne una, e già dimostravi attaccamento ai miei colori), non solo inoltre vinci, ma lo fai da protagonista.

Durante la tua carriera giochi nelle squadre più importanti del mondo, e alla fine arrivi anche dove più conta per me (anche se ti compro al fantacalcio dai tempi del tuo arrivo alla Samp), e vesti la maglia rossonera.

Finché si vince, tutti ti idolatrano, e idolatrano il tuo silenzioso modo di giocare, senza eccessivi fronzoli, senza chilometrici lanci precisi al micron, senza accelerazioni ipersoniche e senza eclettiche espressioni di tecnica pura. Un modo di giocare asciutto, geometrico, perfetto per qualsiasi centrocampo che voglia fare gioco.

Poi la società non rinnova, non compra più nessuno e la squadra comincia a non fare più risultati troppo convincenti, il gioco stenta e i risultati emergono solo grazie a colpi di prestigio dati dai singoli a indicare ancora una volta la mancanza di gioco. E tutti se la prendono col geometra, con l’architetto del calcio, è un peso, è inutile, rallenta il gioco, è in panchina in ciabatte … e giù coi fischi.

E lui in tutta risposta, quando serve, quando serve veramente, si fa trovare pronto, e tiene a galla una galera in procinto di affondare in Champions con un colpo di tacco che ha tenuto in apprensione gli inglesi per un mese, e quando ormai nessuno più ci crede strozza ancora una volta i nostri urli al 91’ contro il Chievo con un goal che esprime tutto lui stesso, potenza e precisione chirurgica. E siamo a –1 in un anno in cui non ci si poteva aspettare null’altro che un quarto posto risicato.

Non è tutto merito tuo lo so, ma ci sei sempre con l’umiltà di chi dopo 4 Champions vinte da protagonista e 524 partite giocate ancora entra e si impegna come uno che deve dimostrare qualcosa.

Pochi come lui.

clarenceB

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mercoledì 10 febbraio 2010

Quando si dice che per vincere a calcio bisogna tirare ...

Tifo due squadre con tutto il cuore, il Milan e la Canegrate Ca220, (ok tifo anche l'Atalanta, ma quella è per il sangue) ed entrambe hanno una caratteristica (che reputo peraltro un problema) in comune: non tirano.

Ecco, se il calcio non fosse un gioco in cui vince chi fa più goal, non vedrei problemi nel non tirare, ma essendo il calcio un gioco in cui la regola sopracitata è fondamentale ... anzi credo che non sia una regola, sia l'essenza stessa del calcio ... un giorno in un passato ormai remoto, un tizo che non sapeva cosa fare, passeggiando in giro ha visto una palla sul ciglio della strada (presumibilmente un Tango o un Supertele), e si è detto:"Gino (rivolgendosi a se stesso) prova a colpire la palla col piede e farla arrivare fra quei due alberi laggiù.", ecco quel giorno è nato il gioco del calcio poi H. de Winton e J.C. Thring si sono fatti fighi con tutta Cambridge dicendo di averlo inventato loro per via della storia degli 11 contro 11, e delle mille altre regolette, e via discorrendo ... ma il gioco del calcio nasce in realtà da Gino, solo che lui essendo da solo, e pure un po' annoiato non aveva voglia di inventarsi altre regole se non:

Gino prova a colpire la palla col piede e farla arrivare fra quei due alberi laggiù.

Il gioco del calcio è tutto qui: calcia preciso, sbilenco, forte o piano (possibilmente piazzato allora), ma calcia ... e verso la porta. Il resto è condimento.

Il filmato di oggi riassume appieno il concetto base: Tira, non importa se tu sia leone o antilope ... tira.

"Ah, e qualcuno dica a Dinho di piantarla di mirare il palo quando tira perché abbiamo capito che ha una buona mira." (erik said)

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venerdì 18 dicembre 2009

… essere un cantastorie …

Ho sempre avuto la passione per i nickname (non a caso ho dato un nome anche ad Erik, il verme nel mio cervello … non lo conosci? leggi qui) … sono ilFratus in RIP (Radio Illusioni Parallele), il (Magic) Tius nella mitica Canegrate Ca220 (e in passato sono stato anche L’Arrogante) … ma quello in cui mi sono più ritrovato … anche intimamente è ilBardo … quello che sento più mio.
Erik pensa – “non so se avete notato che tutti i suoi soprannomi … non so perché poi li chiama “nickname” fissato esterofilo … iniziano con l’articolo IL … questo ragazzo ha proprio un ego smisurato … appello accorato a tutti coloro che lo conoscono, da domani chiamatelo unTius ah ah”
Adoro le storie, belle o brutte … felici o tristi … per questo una delle mie passioni è ascoltarle (quella di scriverle la tratteremo più avanti), e non c’è modo migliore che farmele leggere da Erik rilassandomi con un libro (ora sto godendomi “il ritratto di Dorian Gray”, devo ridare un valore all’opera di Oscar Wilde dopo aver visto la dissacrazione cinematografica appena uscita), o vedendo un Film, seguendo le gesta dei personaggi dei Fumetti o dei Telefilm.
Oggi quindi disquisiamo di Cinema … adoro e divoro un po’ di tutto: drammatico, grottesco, trash, azione … tranne il demenziale (dai cine-panettoni ai demenziali americani tipo Zohan), tutto quello che esce al cinema lo vedo … da “Mulholland drive” a “Step up2”, tutto passa dalle mie fauci assetate di storie … storie da cui trarre un po’ di magia ogni volta.
Tutto questo per darvi un’idea inerente al tipo di argomentazioni che potrete trovare per quanto riguarda il cinema su queste pagine.
Dopo la delusione di “Ninja Assassin” (delusione dovuta a svariati motivi che avremo modo di trattare), mi preparo ad andare a fagocitare “A serious man” (qualcuno l’ha già visto?) … e intanto vi propongo il trailer di un film di cui molti avranno voglia di sentire parlare …

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